CHIMAIRA + UNEARTH – BOLOGNA @ Estragon (4/10/2009)

Articolo di Noize Crew pubblicato il 12/10/2009
 

Una succulenta serata tutta a stelle e strisce è in programma all’Estragon di Bologna, domenica quattro Ottobre. Protagonisti della serata sono Chimaira, Unearth, Throwdown e Daath. Sono proprio questi ultimi ad accendere la miccia e dopo l’ottimo esordio italiano di due anni fa, c’era una certa curiosità nel rivederli live. Curiosità presto svanita a causa di vari fattori: Sean Farber è stato sostituito alla voce da tale Sean Z, che non riesce a reggere il confronto, voce devisamente monocorde e poco incisiva, non v’è traccia di Mike Kameron e nemmeno delle tastiere, Emil Werstler in delirio di onnipotenza, che pur sfoggiando una tecnica sopraffina, infarcisce di assoli le canzoni che starebbero bene anche senza. I suoni non sono certo il massimo, la batteria a coprire tutto e le chitarre rimangono spesso in ombra, riuscendo a far sembrare piatto anche un pezzo deflagrante come “Ovum”, di conseguenza anche i brani estratti del nuovo “The Concealers” sembrano ancor più mosci che su disco. Un vero peccato.

E’ il turno dei Throwdown, che tornano in Italia dopo un anno. La resa live è buona e potente, però sentire i cloni spudorati dei Pantera non è proprio il massimo. La setlist infatti privilegia l’ultimo album (quello della svolta ‘panteriana’), anche se i sussulti maggiori tra il pubblico si hanno con canzoni come “Forever” che ricordano il loro passato hardcore ormai rinnegato. Trascurabili.

Unearth: Massachusetts metal. The M is for go fuck yourself! Che prova di forza hanno dato i ragazzi di Boston, con una scaletta che difficilmente poteva essere migliore, andando a pescare (quasi) tutte le hit della loro discografia: “The Great Dividers”, “This Lying World”, “Zombie Autopilot”, “Giles”, “Sanctity Of Brothers” e le recenti “My Will Be Done”, “Crow Killer”, “We Are Not Anonymous”. Gli Unearth sono una garanzia on stage, con tutti i componenti protagonisti di uno show che conivolge e diverte, con una potenza devastante. Il pubblico (accorso soprattutto per loro) ovviamente li supporta alla grande, non lesinando troppo in mosh e circle-pit. Su tutti questa sera hanno spiccato Trevor Phipps, ormai frontman di primissimo livello e come sempre la premiata ditta Susi/McGrath, coppia d’asce tra le migliori in circolazione, sia in fase ritmica che di assolo. Che dire di una prova praticamente inattacabile? Boston Fucking Metal!

Sono poco più delle undici e mezza e salgono sul palco i Chimaira, e si nota subito che paradossalmente c’è meno gente rispetto allo show degli Unearth, che hanno suonato prima. Al posto del chitarrista Matt DeVries (tornato negli Stati Uniti per la nascita del figlio) c’è Emil Werstler dei Daath. La prestazione dei sei dell’Ohio è impeccabile, peccato solo per la scaletta, abbastanza breve e a pannaggio dell’ultimo album The Infection, le cui canzoni purtroppo si dimostrano noiose come sul disco. Il live degli americani quindi è risultato un pò ‘rallentato’ da canzoni come “The Disappearing Sun”, “Destroy And Dominate” e “Everything You Love” tratta dal disco omonimo. Ovviamente non vengono tralasciati i cavalli di battaglia come “Resurrection”, “Power Trip”, “Severed”, “Nothing Remains” e “Pure Hatred”, con cui la band ha concluso la serata. Nonostante il poco pubblico e una scaletta non felicissima, i Chimaira hanno comunque realizzato un’ottima prestazione.

WEBSITE
www.chimaira.com

Commenta l'articolo:

Switch to our mobile site