DROPKICK MURPHYS + BOUNCING SOULS – VENARIA (TO) @ Teatro della Concordia (3/2/2012)
Il gelo calato un po’ su tutta la penisola in questa settimana ha messo in ginocchio buona parte del paese, ma, a conti fatti, non risulta una scusa valida per non portare a Venaria, al Teatro della Concordia, un po’ di sana aria festaiola irlandese. Pertanto, per il ritorno in Italia dei Dropkick Murphys dopo lo splendido concerto milanese dello scorso anno l’affluenza è numericamente onesta, nonostante tutti i disagi del caso. Prevista originariamente al PalaRuffini di Torino, l’esibizione delle tre band della serata non risente della nuova location, che si presenta decisamente funzionale, pratica e accogliente: tra le varie cose, ci piace sottolineare l’onestà di far pagare un solo euro al guardaroba per l’accoppiata giubbotto-felpa, quando ormai in tutti gli altri locali ben più rinomati il prezzo è almeno quattro volte tanto.
Bando alle ciance, sono gli italiani Dirty Bastards da Busto Arsizio ad aprire le danze, nel vero senso del termine. L’influenza degli headliner di serata è chiara fin dall’inizio, ma nonostante l’originalità da parte loro sia da questo punto di vista praticamente nulla, si fanno apprezzare per la carica, la simpatia, l’umiltà con cui si presentano e si prestano a (letteralmente) scaldare i presenti (per il momenti scarsi numericamente). Ce la mettono tutta e se il loro obiettivo era quello di divertire e di catturare nuovi fan, si può dire tranquillamente che lo abbiano raggiunto. Da segnalare una cover di Whisky In The Jar e una dei The Mahones che sfocia clamorosamente in “La macchina del capo ha il buco in una gomma”: insomma, un bell’aperitivo di serata, per dei ragazzi che dimostrano anche a parole di aver coronato il loro sogno di suonare nella stessa serata prima dei loro idoli.
Tempo di prendere una veloce boccata d’aria gelata e tocca ai Bouncing Souls, veterani della scena punk rock east coast. Per chi, come il sottoscritto, li vede dal vivo per la prima volta, l’impatto visivo è quanto di più spiazzante possibile per una band del genere: tre omoni palestrati e tatuati, veri stereotipi punk-hardcore, affiancano Greg Attonito, il frontman, che sembra un incrocio tra un prete e un nerd alla Steve Urkell di Otto Sotto Un Tetto. Un personaggio bizzarro a 360 gradi, per come veste e come si muove in maniera molto più che pacata, che però, diamo a Cesare quel che è di Cesare, offre una prestazione vocale di altissimo livello. La band sciorina un set convincente che mischia i brani più vecchi e maggiormente veloci e aggressivi con alcuni estratti degli ultimi lavori, più vicini a sonorità ai limiti del pop. Certo, alla lunga le canzoni proposte possono sembrare un po’ tutte uguali, ma anche loro portano a casa la pagnotta grazie anche all’esperienza e al mestiere.
Nonostante il ghiaccio inizi a prendere il sopravvento sulle strade, il pubblico diventa sempre più numeroso e tutto è pronto per gli attesi Dropkick Murphys: come al solito, si nota una fortissima empatia tra la band di Al Barr e i fedelissimi fans, pronti a scatenarsi e a perdonare di tutto alla band, anche una scaletta al di sotto delle aspettative. Dal punto di vista dell’esecuzione infatti, Barr, Kasey e soci dimostrano ancora una volta di aver raggiunto un livello che poche altre band punk-rock possono anche solo sognare. Il setlist però non può soddisfare pienamente, specie se confrontato con quello proposto precedentemente a Milano. Tante assenze pesanti (abbastanza clamorosa quella di Hang’em High, il pezzo che apre l’ultimo fortunato disco), coperte comunque da alcuni grandi classici come The Gang’s All Here e Barrom Hero. Nella parte centrale, la band poi dà luogo a un set semi-acustico, durante il quale c’è forse il momento più alto con una splendida The Warrior’s Code, che precede il solito finale pirotecnico con le acclamatissime State Of Massachusetts, I’m Shipping Up To Boston e Kiss Me, I’m Shitfaced. Una scaletta in chiaroscuro (con ancora una volta l’assenza totale e incomprensibile di estratti da Sing Loud, Sing Proud) che però rovina solo in parte l’ennesima serata di divertimento targata Dropkick Murphys.
WEBSITE
www.dropkickmurphys.com/
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