SLIPKNOT + STATIC X + MUDVAYNE + AMEN – MILANO @ Palavobis (20/05/2001)

Articolo di Davide Perletti pubblicato il 24/5/2001
 

La seconda volta in Italia degli Slipknot diventa l’occasione per assistere ad un vero e proprio festival nu-metal e nonostante un fine maggio incadescente per gli amanti di queste sonorita’ (gli imminenti tour di Limp Bizktit/Godsmack e Tool) l’affluenza di pubblico e’ elevata grazie anche alla presenza di kids provenienti da tutta Italia.

I Mudvayne li conosco poco ed ero partito con una serie di pregiudizi piuttosto pesanti sul loro conto. Nonostante l’acustica penalizzante (la voce inesistente nel primo pezzo, basso sopra tutto e tutti) la band riesce a farmi (parzialmente) cambiare idea facendomi venir voglia di ascoltare il loro disco di debutto. Hanno una buona presenza scenica, sopratutto il bassista ed il chitarrista che non smettono un attimo di muoversi, ed una tecnica invidiabile ma alla lunga risultano noiosi e scappa piu’ di uno sbadiglio.

Ero molto ansioso invece di assistere al set degli Amen essendomeli persi a novembre nella loro data milanese. Se parti con una song dal tiro di Coma America non puoi fallire e gli Amen lo sanno bene.. Nel giro di 5 minuti (piu’ o meno due canzoni) mi fanno gia’ ridimensionare i Mudvayne: Casey Chaos e soci mettono la tecnica (innegabile) al servizio delle canzoni e non la usano come un semplice esercizio di stile. Mazzate come CK Killer o Mayday non lasciano indifferenti e il frontman da buon “agitatore popolare” tiene incollati gli occhi di tutti i presenti su di se con i suoi salti, scivoloni e spuntini a base di lire italiane… Metterli nel calderone delle band nu-metal forse e’ sbagliato (ed ho anche sentito gente che li paragonava a dei Monster Magnet piu’ veloci!!!): piu’ semplicemente sono una grande hard rock band.

Gli Static X sono senza dubbio la sorpresa della serata: avevo apprezzato il loro debut album “Wisconsin Death Trip” ma ero un po’ scettico sulla possibile resa live e invece… La loro proposta altamente “contaminata” da sampler e ritmiche sintetiche che ti lascia indeciso se lanciarti in un headbanging sfrenato o in una danza nevrotica, ma certamente e’ impossibile rimanere fermi e scuotere tutto lo scuotibile. Il nuovo chitarrista ex-Dope se la cava alla grande e il cantante sfoggia oltre alla sua voce da psicopatico in liberta’, una serie di smorfie da antologia. Bleed for Days, I Am, Love Dump, I’m With Stupid piu’ una manciate di nuove canzoni e il loro set scivola via troppo presto lasciando un forte rammarico.

Arrivono gli Slipknot con le loro tute nere e l’atmosfera diventa rovente!! Il palco e’ pieno di oggettini quali un bel 666 luminoso, caproni satanici e stelle a varie punte che gettano un alone sinistro sul Palavobis. Quando poi la band sale sul palco… People=Shit (concordo in pieno) e’ la prima canzone ad essere suonata e il massacro puo’ avere inizio: percussioni volanti (un braccio meccanico le solleva di qualche metro), clown infoiatissimo, stage diving ed altre simpatiche amenita’: disneyland all’inferno!
Non faccio in tempo a riprendermi che mi sorprende Liberate , una delle mie canzoni preferite, ed il pubblico segue alla lettera l’invito ad “impazzire” creando una calca impressionate. Per carisma Corey non e’ secondo a nessuno: se si riesce a far sedere un intero palazzetto dello sport (“Abbassatevi tutti” in italiano!!) per poi farlo scattare come una molla impazzita ad un suo “Jump the fuck up” beh, tanto di cappello.


Spit it Out, Eyeless, Wait and Bleed cantata da tutto il Palavobis piu’ una manciata di brani nuovi (pesanti e dark come non mai) dimostrano come gli Slipknot non siano solo “il gruppo con le maschere” ma una band da rispettare per attitudine, tecnica e passione.
I bis (sic) e Surfacing lasciano tramortiti e speriamo che mantengono la loro promessa di tornerare a suonare in Italia very very soon.

WEBSITE
www.slipknot1.com

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