UNLEASHED – Intervista

Articolo di Daniele Gatti pubblicato il 16/4/2012
 

È sempre un piacere scambiare due parole con Johnny Hedlund, uno dei padri della scena death svedese. Nonostante la telefonata arrivi di domenica mattina, il nostro appare bello loquace e ciarliero, orgoglioso del nuovo disco “Odalheim” ma per nulla nostalgico dei bei tempi andati.

 

 

Dando un’occhiata all’immagine di copertina del vostro ultimo disco, possiamo notare come ci siano stati alcuni cambiamenti durante gli anni…avete lasciato da parte il classico Martello di Thor e avete praticamente bandito i colori dalla svolta Motorhead-style  di “Hammer Battalion”. Ora avete deciso per un mix di fotografia e disegno, vecchio e nuovo che si fondono, navi da battaglia e trincee accanto alle radici dell’Yggdrasil…Mi chiedevo, cosa significa per voi questa cover? Ed è il bianco&nero una scelta precisa o è solitamente capitata come opzione migliore disco dopo disco?
Fondamentalmente è una continuazione del discorso col precedente As Yggdrasil Trembles, il bianco è nero è appunto una conseguenza del fatto che volevamo continuare quel discorso, è una cosa sulla quale siamo sopra da circa 7 anni, è un lungo concept. L’immagine della copertina riguarda i guerrieri di Midgard che vivono in trincea sul lago di Maelaren in Svezia, è decisamente legata alla storyline. Devono difendersi dall’arrivo del “White Christ”…

Non ho trovato corrispondenza da nessuna parte della parola “Odalheim”…è qualche oscura citazione dell’Edda o è una parola inventata?
Sì, l’ho inventata! mi ispirava l’idea di parlare di ciò che succede dopo il Fimbulwinter (il grande inverno che precede la fine del mondo nella mitologia norrena), dato che nessuno ha mai parlato di come staranno le cose in un aldilà, è la continuazione del mito Norreno. Nella mia ricostruzione i guerrieri di Midgard sopravvivono e portano avanti la loro tradizione anche nel nuovo mondo. La parola deriva da “Odal” che è la runa norrena “O” e sta a significare terra nativa, dei propri padri e “heim” che è mondo, quindi oldalheim è letteralmente “mondo ereditato”.

Ma il vostro invasore White Christ è puramente metaforico o, come immagino, inerente alla realtà attuale?
È decisamente attuale, c’è una parola in islandese presa dagli antichi testi da cui deriva White Christ (Hvítakristr, dove il white è sia in contrapposizione con Thor “il rosso” che sinonimo di “codardo” ndR). Ti basta dare un’occhiata al mondo in cui viviamo per rendertene conto…è il pensiero politico dominante, già oggi in Svezia, ma non solo, si sta andando verso un’ideologia di estrema destra e conservatrice. Nel mondo che ho immaginato per il concept questa diventa ancora più estrema e rende necessaria l’entrata in guerra per autodifesa. È sempre un piacere scambiare due parole con Johnny Hedlund, uno dei padri della scena death svedese. Nonostante la telefonata arrivi di domenica mattina, il nostro appare bello loquace e ciarliero, orgoglioso del nuovo disco “Odalheim” ma per nulla nostalgico dei bei tempi andati

Rimanendo sull’argomento, voi siete senza dubbio una band anticristiana, ma vi definite come pagani o siete semplicemente atei rispettosi delle tradizioni?
Beh in realtà quando si parla di Unleashed tendiamo a lasciare fuori questi aspetti, non vogliamo essere etichettati in qualche modo bizzarro, siamo una viking death metal band e questo è quanto. Ovviamente siamo molto addentro le questioni della tradizione nordica e quant’altro, ma questa è sempre stata la mia personale idea alla base degli Unleashed.

Sto leggendo il libro “Choosing Death” e il modo in cui avete creato e vissuto la scena “Stockholm death metal” più di vent’anni fa è la descrizione migliore della parola “underground” (ritrovi di metallari con stereo portatile e birre nelle stazioni della metropolitana incustodite). C’è qualche altro evento che per diversi motivi non è finito sul libro che vorresti raccontare?
Bè come puoi immaginare è difficile tirare fuori storie vecchie di vent’anni…quello che ti posso dire è che all’epoca c’erano davvero pochi concerti e le band che ci piacevano non andavano quasi mai in tour, da qui è nata tutta la storia dei party abusivi con stereo e birre nelle stazioni chiuse della metropolitana nei weekend…ma era solamente per mancanza di alternative! Oggi è molto meglio, puoi andare nel tuo pub di fiducia, puoi prendere la macchina o al massimo un aereo ma ci sono tantissime band e locali dove puoi trovarti con i tuoi amici che condividono la stessa passione, mi piace davvero molto di più com’è oggi! Voglio dire, se voglio vedere i cannibal corpse ok, so che faranno in tour e passeranno sicuramente da queste parti, prendo la macchina e vado. Davvero, non mi mancano quegli anni…ne ho un ottimo ricordo certo, ci sono ancora storie divertenti da raccontare e ho conosciuto tanta gente, ma oggi posso prendere un aereo e andare a vedere un concerto in UK, Spagna o Italia…non avevo tutta questa scelta prima

Cos’è cambiato oggi nella scena svedese? Credete che internet abbia in qualche modo distrutto il feeling dei primi giorni e che oggi i ragazzi si impegnino solamente a seguire l’ultima moda musicale proveniente dagli States?
Il tempo corre veloce, guardate 20 anni fa…c’erano I vinili e le cassette registrate tra amici…poi gli anni novanta, con I cd e adesso internet e il file sharing, ma nella sostanza non cambia nulla. Il bello della scena metal è che si rinnova e rigenera continuamente, ci sono vecchi e nuovi fans, vecchie e nuove bands con nuovi stili, nuovi locali…poi com’è naturale le proposte valide andranno avanti e le altre chiuderanno bottega, ma sono sicuro che ci sarà sempre una scena heavy metal e death metal in salute sia in Svezia che in altre parti del mondo, è la cosa che amo di più del mondo dell’heavy metal…dopo tanti anni è sempre lì.

Dopo il tour “Masters of death” del 2006 (Grave, Unleashed, Dismember, Entombed) gli Entombed hanno pubblicato un solo disco, I Dismember si sono sciolti e hanno annunciate un nuovo progetto heavy metal…rimanete solo voi e i Grave tra i “duri e puri”, senza compromessi da vent’anni…come ci si sente? Avete in mente di suonare ancora “old school” d’ora in avanti o avete in mente altri progetti o esperimenti in altri ambiti musicali?
Quello che è importante per gli Unleashed è di mantenere ben salde le proprie radici ma nel frattempo cambiare qualcosa ad ogni disco…ad esempio potrai sentire dei dischi dove abbiamo più influenze black metal o cos’altro, saprai comunque che è sempre un disco degli Unleashed anche se suonare sempre la stessa canzone è ovviamente impossibile, devi trovare qualcosa per evolverti. Io personalmente guardo a bands come AC/DC, Motorhead, Cannibal Corpse come esempi, sono un loro fan, quando esce un disco so a scatola chiusa che sarà un gran disco. Personalmente non mi piacciono gruppi che rivoluzionano il proprio stile e che pubblicano il primo album con vocals nu metal poi col secondo diventano heavy metal…anche a me piace molto l’heavy classico ma non mi sognerei mai di cambiare lo stile degli Unleashed. Per quanto riguarda altri progetti in realtà non ho proprio tempo, la mia priorità sono gli Unleashed.

Siete una band che solitamente esce con un disco ogni due anni ma avete passato un lungo periodo di silenzio tra il 1997 e il 2002…cosa è successo in quegli anni? Corriamo ancora il rischio di “perdervi” così a lungo in futuro? Ovviamente speriamo di no…
Bè ricordo ancora quel periodo come quello di maggiore declino per l’industria musicale tra quelli che ho vissuto in prima persona…era difficile essere una death metal band allora, c’era un po’ di crescente interesse per il black metal ma in generale tutto il movimento stava spegnendosi, era tutto parecchio triste. Noi eravamo stati costantemente in tour per gli 8 anni precedenti, eravamo stanchi e disillusi, in più la nostra etichetta di allora ci aveva preso tutti i nostri soldi…era giusto fermarsi, ed è stata un’ottima cosa farlo, senza un break probabilmente oggi non saremmo qui. Ognuno si è preso un po’ di tempo per sé lontano dalla band, io per esempio mi sono laureato in economia e finanza, Fredrik (chitarrista, ndR) ha aperto il suo studio… Da allora abbiamo messo ordine nelle priorità della band e viviamo tutto in maniera più professionale e rilassata, non giriamo più come pazzi per tour infiniti…oggi c’è un maggior equilibrio, preferiamo selezionare date per fesival e fare dischi ogni due anni…devi continuare a trovare soddisfazione in quello che fai o finirai per stancarti, oggi l’abbiamo capito quindi difficilmente ci vedrai ancora fermi per così tanto tempo.

Fai parte del bizzarro side project “Bajen death cult”? Sono una vera band o solo uno scherzo messo in piedi da amici di vecchia data?
(ride ndR) No in realtà no, ma ci sono dentro praticamente tutti I miei migliori amici. Sono un vero gruppo ma suonano solamente in rare occasioni coincidenti con le partite di calcio della Hammarby, quando suonano arrivano ad essere in 11 ma penso siano solo in 5 membri ufficiali, tra i quali il mio amico Tobias dei Necrophobic alla voce. Ci troveremo tra una settimana a casa mia a vedere la prima partita del campionato, è una sorta di tradizione, ci saranno ragazzi dei Grave, dei Grand Magus eccetera…di solito è un’occasione per ubriacarci guardando le partite di calcio, “funny shit” (ride, ndR).

Ci sono molte parti strumentali sul vostro ultimo disco…perchè questa decisione? Presumo sia relativo al concept…ad esempio come vi è venuto in mente l’intro di “Vinland”? E che strumento è quello che viene suonato all’inizio? Sembra un particolare basso acustico…
L’idea alla base dell’album è che volevamo fosse un concept, quindi con una storyline ben precisa e che tutte le canzoni insieme potessero sembrare un’unica lunga canzone, d’altro canto non volevo snaturare le canzoni degli Unleashed con suite da 8-9 minuti, non avrebbe avuto senso, ogni canzone doveva comunque essere un pezzo con il marchio di fabbrica Unleashed. Quindi per combinare i due aspetti abbiamo pensato che sarebbero stati efficaci alcuni intro ed outro strumentali, per dare continuità alla storia che si conclude poi con l’ultima traccia “The great battle of Odalheim” che riassume lo scontro dei guerrieri contro il White Christ. Sinceramente non so dirti nulla riguardo al pezzo a cui ti riferisci perché quelle parti le ha curate Fredrik da solo, ti posso dire che ha usato principalmente chitarre acustiche con diverse accordature e qualche chitarra elettrica.

“Rise of the maya warriors” è una delle migliori canzoni del lotto secondo me, ma al primo ascolto mi è sembrato stranos entire voi vichingi parlare di “tierra madre” in spagnolo…avete in mente piani che vi porteranno in futuro ad esplorare le tradizioni di altri popoli sparsi per il mondo?
(ride, ndR) Sì capisco che ti sia suonato strano da noi, in realtà è un pezzo funzionale al concept, nella grande battaglia contro il White Christ si radunano guerrieri da ogni parte del globo per creare più fronti contro l’invasore. In quel pezzo di storia i Vichinghi arrivano in america, passano alla costa occidentale e scendono in america centrale attraverso la tierra madre dopo la California e lì ritrovano tutte le popolazioni sterminate in passato dagli invasori: Maya, aztechi, inca…che nell’aldilà ho immaginato riunitisi sotto il nome di “Maya warriors”. Tutti si uniranno ai guerrieri di Midgard per la grande battaglia.

Parlaci della crociera-festival “70.000 tons of metal” a cui avete preso parte due anni fa…è una delle idee più strambe che abbia mai visto per un live ma sembra anche parecchio divertente…
Ah parli della crociera? Devi sapere che io in realtà non c’ero! Avevo degli impegni inderogabili quindi hanno partecipato solo gli altri ragazzi che hanno fatto 3 show più brevi con altri amici come cantanti ospiti, in uno mi ha sostituito Alan dei Primordial cantando “Shadows in the deep” e così via…penso sia stato parecchio divertente dai loro racconti, hanno suonato e non hanno mai bevuto tanto come in quei giorni in tutta la loro vita.

Vent’anni fa vi autofinanziavate un tour della Florida assieme ai Morbid Angel per piccoli club, ora un’idea come una nave da crociera dedicata ai fan del metal estremo è una realtà consolidata…trovate che ci sia dietro la stessa passione di un tempo?
Per me è ancora tutto molto simile, come ti ho detto prima. Capisco bene cosa vuoi dire, tutto sembra diverso ma in realtà è ancora tutto molto vero, la passione e il resto. Guarda solo la gente che va ai concerti, si veste allo steso modo di come faceva nel 1989, con le stesse magliette, ascolta gli stessi gruppi…e non solo i vecchi ragazzi che ci seguono dagli esordi, il pubblico ora è fatto anche da ragazzini che hanno scoperto da poco il death metal ma lo vivono nella stessa identica maniera, pensa che spesso ai nostri concerti vediamo padri e figli tutti con la maglietta degli Unleashed. Poi c’è sempre la gente che segue i trend e sempre ci sarà, magari la prossima moda saranno gruppi vestiti in modo bizzarro, tipo tutti vestiti da pirata e molti seguiranno per poi stancarsi e passare alla prossima…ma il bello è che la nostra solida base di fan rimane e continua a rigenerarsi. L’unica cosa che è cambiata è il tempo che oggi vola come non mai. Oggi non c’è modo di stare dietro a tutte le uscite del mondo, non è proprio possibile neanche per un genere di nicchia come il death metal…se pensi che nell’89 conoscevo praticamente ogni gruppo death metal al mondo, scambiavo nastri con Autopsy, Morbid Angel e ci tenevamo aggiornati sulla scena dei nostri paesi d’origine…li conoscevo tutti personalmente. Però come puoi vedere cambia solo il “mezzo”, ieri scambiavamo audiocassette per posta e oggi ci si scambia file via internet, chissà come ci si scambierà musica tra vent’anni…ma noi in qualche maniera saremo ancora lì.

Piani per un tour di supporto a “Odalheim”?
Sì, inizieremo con qualche grande festival estivo come il Pukkelpop il 1 Maggio, poi il Rock hard, il Summer breeze…per il tour europeo dovrai aspettare l’autunno, abbiamo appena sentito la nostra booking agency e gli ho detto che vogliamo visitare più paesi possibili e ha detto che ci stalavorando su…dovremmo essere dalle vostre parti tra settembre e novembre, sarebbe strano non passare dall’Italia, l’abbiamo praticamente sempre fatto quindi sono fiducioso.

Abbiamo finito, ti ringrazio! Concludi l’intervista come preferisci
OK, grazie a voi per l’intervista, grazie a tutti i nostri fan in Italia che spero di incontrare al nostro prossimo concerto nel vostro paese, ci avete sempre accolti benissimo.

WEBSITE
www.unleashed.se

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